ARCIDONNA CONTRO GLI STEREOTIPI INVITA LA LEGO A NON PENSARE A SESSO UNICO Stampa

Un'immgiaria cittadina chiamata Hertlake City, in cui si trovano un salone di parrucchiera, una pasticceria, uno studio di moda, un ambulatorio di veterinario e un laboratorio. Cinque bamboline, belle e formose, si muovono in questo ambiente, complete di borsette, spazzole per capelli, asciugacapelli, rossetti, frullatori e tazzina da tè, tutto di colore rosa. E' la nuova linea "Friends" della Lego, nota azienda danese leader nell'industria mondiale dei giocattoli. Una linea che si monta in un batter d'occhio rispetto ai tradizionali mattoncini da costruire, destinati ai bambini maschi. Polemiche dall'Europa agli USA. "Ancora stereotipi - commenta Valeria Ajovalasit, Presidente nazionale Arcidonna - con una visione distorta e obsoleta della donna, in questo caso della bambina, che secondo la Lego, non può che essere accostata a borsette, rossetti, asciugacapelli e via dicendo. Un messaggio culturale che danneggia gravemente l'immagine ed il ruolo della donna nella società. Tra l'altro - aggiunge la Presidente - si commette un doppio errore. Oltre alla riproposizione dello stereotipo femminile legato alla sfera domestica, questi giocattoli si montano velocemente senza troppi problemi. Vale a dire alle donne non piace costruire o forse non ne sono capaci. Proprio contro gli stereotipi, Arcidonna ha recentemente lanciato una campagna nazionale di sensibilizzazione con lo slogan "NON PENSARE A SESSO UNICO". Dopo anni di lotte e di conquiste, nel 2012 un'azienda europea, di livello mondiale, propone un modello anacronistico, vecchio di 60 anni, sprecando un'importante occasione. Alla Lego diciamo: NON PENSARE A SESSO UNICO, proponendo ai bambini novità si, ma intelligenti".